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giovedì, Aprile 25, 2024

Foreste elettorali

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Negli ultimi mesi, molti leader politici italiani sembra siano stati presi da un impeto “verde”, da un impulso ambientalista che non avevano mai manifestato in decenni di vita politica. foreste elettorali

C’è stato chi ha promesso, in caso di successo alle elezioni ormai prossime, di piantare un milione di alberi. Dimenticando che si tratta di una promessa già sentita (e non mantenuta): un altro “leader” politico, anche lui attualmente al governo, aveva fatto la stessa promessa un paio d’anni fa. Ma non l’aveva mantenuta. Belle promesse ridimensionate – e non poco – dall’annuncio del presidente americano Joe Biden di voler piantare addirittura un miliardo di alberi negli USA. foreste elettorali

Belle parole. Ma cosa c’è dietro? Prima di tutto è bene capire le dimensioni reali di queste promesse: non basta dire “pianterò un certo numero di alberi”, è essenziale sapere quanto questo inciderà sul territorio. Qui cominciano le sorprese. In Italia, secondo i dati del Corpo Forestale dello Stato (stimati utilizzando apparecchiature GPS e sistemi GIS, e grazie all’ausilio di tecnologie satellitari per analizzare circa 37 mila punti di rilevamento – con un margine d’errore del 1%), ci sono circa 12 miliardi di alberi, quasi 200 per ogni italiano. Di fronte a questo numero promettere di piantare “addirittura” un milione di alberi appare una promessa ridicola: significherebbe aumentare il numero degli alberi sul territorio nazionale di meno del 1 per mille. Per non parlare del fatto che come sanno bene agronomi, esperti in foreste e anche semplici ambientalisti della domenica, non serve a nulla dire “piantare alberi”: è fondamentale dire che alberi e dove vanno piantati, in base a tutta una serie di parametri di cui nelle promesse della domenica dei nostri leader politici non c’è traccia.

Ma c’è un altro dato che certi personaggi dovrebbero conoscere: in Italia esiste già una legge che impone (non promette, ma IMPONE) ai comuni sopra i 15mila abitanti di piantare un certo numero di alberi di alto fusto sul proprio territorio in base a certi parametri e di darne comunicazione al Ministero dell’Ambiente che deve registrare il tutto in appositi registri. In base a questa legge, lo ripetiamo, già esistente e tuttora in vigore, lo scorso anno i comuni avrebbero dovuto piantare centinaia di migliaia di alberi di alto fusto e darne comunicazione al MdA. E senza alcun bisogno di promesse politiche riviste e corrette. Ma pochi comuni lo hanno fatto. Promettere di far piantare nel corso di un mandato elettorale addirittura “un milione di alberi” appare quindi quasi ridicolo.

Ancora peggiore, se possibile, la promessa di Biden. Il presidente americano, in calo nei consensi e martoriato da mille problemi non solo ambientali (dagli incendi che stanno devastando vaste aree del paese alla gestione dell’acqua che comincia a mostrare criticità, dal fallimento delle politiche internazionali – si pensi al ritiro in fretta e furia dallo Yemen fino alla “questione Ucraina”) ai problemi con la Cina nel Pacifico, pare abbia deciso di parlare di ambiente nel tentativo di recuperare un po’ di immagine pubblica (dopo una serie di figuracce mediatiche). E, come sempre negli USA, lo ha fatto in grande: ha promesso di piantare addirittura un miliardo di alberi. foreste elettorali

Ancora una volta si tratta di un modo pacchiano per cercare di farsi bello di fronte ai pochi potenziali elettori che non sanno leggere i numeri.

Nel mondo ci sono tre “trilioni” di alberi. Grazie al contributo dell’Alaska, gli USA sono il quarto paese al mondo (dopo Russia, Canada e Brasile) per numero di alberi: secondo le stime ce ne sono già ben 228 miliardi. Ancora una volta, appare ridicola in termini percentuali la promessa di piantare un miliardo di nuovi alberi. Ma non basta. Lo scorso anno, un rapporto di American Forests ha rivelato che esistono seri problemi legati proprio al verde e alla distribuzione degli alberi sul territorio nazionale: i quartieri meno verdi sarebbero anche quelli dove vive la popolazione più povera e quelli abitati da afroamericani. Per raggiungere la “Tree Equity” a livello nazionale, secondo i ricercatori sarebbe necessario piantare 522 milioni di alberi da costa a costa. In altre parole, la promessa di Biden non avrebbe niente di “verde”: sarebbe solo la presa d’atto di un problema già esistente e che non si è stati in grado di risolvere.

Ma non basta. Biden, come molti dei candidati alle prossime politiche che si terranno in Italia prima della fine dell’anno, hanno dichiarato che la decisione di piantumare sul territorio nazionale un miliardo (o, nel caso del Bel Paese, un milione) di alberi dovrebbe servire a combattere fenomeni come la siccità e i cambiamenti climatici, ma anche ai danni causati dai giganteschi incendi boschivi. Ancora una volta potrebbe trattarsi di una colossale bufala. La stragrande maggioranza di questi alberi verrebbero piantati per “compensare” le emissioni di CO2.

Di compensazione delle emissioni di CO2 si parla da decenni, ma nessun politico si è mai preso la briga di spiegare ai cittadini (o ai consumatori) cosa significa davvero “compensazione”. O cosa vuol dire “emissioni zero”, come si vede sempre più spesso negli spot e nelle campagne pubblicitarie. “Emissioni zero” non vuol dire che una società o un’industria non emetterà più CO2 o altre sostanze inquinanti. E nemmeno che adotterà sistemi di produzione completamente ecologici (cosa peraltro praticamente impossibile). Significa solo che “compenserà” le emissioni di CO2 scaricate nell’atmosfera con sistemi in grado di assorbire emissioni per una quantità analoga. E quali sarebbero questi sistemi? Piantare alberi che, in base a certi calcoli (a volte discutibili e che sarebbe troppo lungo spiegare in questa sede), dovrebbero assorbire la quantità di anidride carbonica “in eccesso” prodotta da quell’industria grazie alla fotosintesi clorofilliana e sopperire alle troppe emissioni. Nessuno dice che, in realtà, le emissioni avvengono in un paese mentre gli alberi verrebbero piantati da un’altra parte, magari a migliaia di chilometri di distanza. E a nessuno importa se le emissioni sono reali e misurabili mentre l’assorbimento della CO2 sarà rimandato ad anni di distanza dato che quelli piantati sono spesso alberelli appena nati che poco possono fare per contrastare l’eccesso delle emissioni di CO2. foreste elettorali

L’unica cosa che conta per le aziende è potersi vantare di essere a “emissioni zero”. E per il politico di turno poter dire di aver piantato milioni, anzi miliardi di alberi. Vere e proprie foreste “elettorali” che non risolveranno i problemi dell’ambiente.

C.Alessandro Mauceri
Chairman Service MSNA e MS
Kiwanis Distretto Italia San Marino
e
Coordinatore Tavolo Tematico 6
Consulta Commissario Straordinario
del Governo per le Persone Scomparse

Fonte: https://www.lospessore.com/29/07/2022/foreste-elettorali/

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